Per Diletto e per Passione

Panini di Sant’Antonio

Tempo di realizzazione   20'

Panini di Sant’Antonio.

Vi svelerò un segreto che solo pochi conoscono, il mio nome è Francesca Antonia, ebbene si, il mio secondo nome registrato solo negli archivi ecclesiastici mi fu dato da mia mamma poiché sono nata il giorno di Sant’Antonio da Padova, il 13 giugno. In Toscana solitamente non si festeggiano gli onomastici ma io vi giuro che la curiosità di dare uno sguardo al calendario l’ho sempre avuta ed ho scoperto che potrei festeggiare diciamo… per buona parte dell’anno!!!

Tra i tanti giorni in cui sono “nominata”, ve n’é uno in particolare, il 17 gennaio in cui  ricorre Sant’Antonio Abate, protettore degli animali. In questo giorno i contadini di un tempo usavano recarsi in chiesa con alcuni tra gli animali posseduti, il parroco benediva loro e con essi anche dei piccoli panini che venivano poi distribuiti alle famiglie; questo era un simbolico gesto per aupicare che non mancasse mai a nessuno il cibo.

Questa tradizione veniva rispettata anche nella chiesetta del mio paese ,La Romola; ricordo perfettamente che mia nonna mi portava con se a messa, mi faceva tenere in mano  un sacchettino contenente il granoturco che veniva poi benedetto dal Parroco e poi riportato  a casa per dare in pasto alle galline. In chiesa mentre si svolgeva la funzione c’era nell’aria un profumo di pane appena sfornato che ancora sento nelle narici. Erano delle pile alte di panini rotondi che il fornaio aveva portato ed adagiato su un tavolo vicino all’altare e che il Parroco distribuiva a fine messa in base ai componenti delle singole famiglie. I bambini il giorno seguente mangiavano il panino a colazione o alcuni, come me, lo portavano a scuola, la raccomandazione era il dover dire una preghiera di ringraziamento mentre veniva consumato.

Tutto questo era solo un vago ricordo fino a quando la bravissima Aurelia  nel suo blog non ha scritto ricetta e pensieri legati alla sua famiglia ed al giorno di Sant’Antonio Abate..un flash e mi sono ricordata tutto e subito la voglia di prepararli in casa per scoprire che il profumo era identico a quello che  vagamente ricordavo. Oggi dopo qualche giorno rispetto alla canonica ricorrenza posso dire di aver chiuso gli occhi ed esser tornata indietro di circa quarant’anni quando ho dato un morso al morbido panino che allora tenevo nel sacchettino…

p.s. Ringrazio Aurelia per avermi permesso di utilizzare la sua ricetta e di postarla sul mio blog.

Categoria Lievitati

Grado di difficoltà Facile

INGREDIENTI   15 persone

Farina 0

600 g

Zucchero semolato

80g

Sale

un pizzico

Uovo

1

Olio di semi di mais ( io ho usato olio di riso)

50 g

Latte

250 g

Lievito di birra

20 g

Per pennellare:

Tuorli

1

Latte

3 cucchiai

Zucchero semolato

qb

http://www.aifb.it/
 

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PREPARAZIONE

Panini di Sant’Antonio

Procediamo nella realizzazione dei Panini di Sant’Antonio: nella ciotola dell’impastatrice mettete 550 g di farina lo zuchero ed  il lievito di birra precedentemente sciolto nel latte tiepido. Iniziate ad impastare a bassa velocita’ poi aumentate leggermente ed aggiungete l’uovo, fatelo inglobare bene nell’impasto e poi unite l’olio a filo ed in ultimo un pizzico di sale.

Una volta che l’impasto risultera’ omogeneo prendetelo e ponetelo sulla spianatoia aggiungendo man mano la rimanente farina che avevate tenuto da parte. Impastate fino ad ottenere una pasta liscia e soda. Mettete l’impasto dentro ad una ciotola unta d’olio, copritela con pellicola e fatela lievitare fino al suo raddoppio, ci vorranno circa due ore . Riprendete l’impasto e ricavatene 30 piccole porzioni di pari peso, formate delle palline, pirlatele bene e mettetele in fila per 6 su una teglia da forno. Otterrete 5 file con 6 palline. Ora coprite di nuovo il tutto e lasciate lievitare per 45 minuti circa. Accendete il forno a 170 gradi spennellate d’uovo sbattuto miscelato con i tre cucchiai di latte, spolverizzatele con lo zucchero. Infornate e lasciate cuocere per circa 25 minuti. Sfornate e fate raffreddare su  una gratella.

Si conservano per qualche giorno, chiusi dentro a dei sacchetti per alimenti.

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