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Gargonza un bambino e Monte San Savino

Gargonza un bambino e Monte San Savino

Tra cenni storici e racconti d’infanzia, ecco il trascorrere di una giornata all’insegna delle meraviglie della nostra Toscana. La storia di un bimbo, Fabrizio,  nato ormai qualche tempo fa in aperta campagna nella provincia di Arezzo, nel piccolo borgo di Monte San Savino, gioiello della Val di Chiana.

Nel piccolo ospedale del paese venne alla luce , i primi sei anni della sua vita passarono in una casa rurale come tante altre presenti in questa campagna. Arrivato il tempo della scuola il suo sarebbe stato un cammino troppo lungo da affrontare ogni giorno per raggiungere la classe e fu in questo momento che i suoi zii lo ospitarono nella loro casa a Gargonza. Qui trascorse ancora qualche anno fino a che tutta la sua famiglia si sposto’ a Firenze per motivi di lavoro.

Il suo e’ tutt’ora un ricordo indelebile ricco di particolari e riferimenti, ogni angolo e’ una riscoperta del mondo passato come ad esempio  l’abitazione del “matto del paese” che si affacciava di fronte alle finestre della sua classe ed era terrore ogni qualvolta l’uomo usciva “dall’uscio” di casa per sbirciare cosa facessero  i bambini .

Ogni anno in occasione della Sagra della Porchetta che si svolge nella sua località’ natia e’ l’occasione buona per ripercorrere i ricordi e salutare parenti ed amici che sono ancora radicati in questa terra.

Quest’anno nel suo ritorno al passato insieme alla moglie Letizia , e’ stato accompagnato da me e mio marito, per l’appunto nel nostro anniversario di matrimonio….quale momento più adatto per visitare questi luoghi.

La nostra visita e’ iniziata al Castello di Gargonza situato su un’altura dominante la Val di Chiana, splendida testimonianza di borgo agricolo fortificato toscano, con la sua torre, i considerevoli resti delle mura e di una porta duecentesca, la sua chiesa romanica, le sue abitazioni affacciate sui suoi stretti vicoli. Fu Feudo dei Conti Umbertini ed a causa della sua importanza strategica per la sua posizione tra la Val di Chiana ed il Senese il castello fu nel medioevo oggetto di dispute tra Guelfi e Ghibellini. Nella sua lunga storia l’evento più’ importante fu forse quello della presenza di Dante Alighieri, guelfo bianco, a Gargonza nel 1304, il quale partecipo’ alla riunione tra i Ghibellini fuoriusciti da Firenze e gli aretini. Vari conflitti passarono dalle mura del castello nel corso dei secoli finche’ dopo l’ultima battaglia fu trasformato in tenuta agricola e nel XVIII secolo la bonifica granducale della Val di Chiana si estese anche alle zone collinari della fattoria, ed e’ interessante notare come le case sparse intorno al Borgo hanno tuttora l’impronta di questo importante intervento di bonifica. Con la fine della mezzadria vi fu l’esodo generale del paese. Gargonza rimase pressoché  disabitata ed in rovina. Negli anni settanta il conte Roberto Guicciardini intraprese un lavoro di restauro conservativo al fine di mantenere i valori architettonici di antico borgo medievale. Il borgo di Gargonza e’ oggi un importante centro agrituristico che riunisce dimore ricettive situate all’interno di edifici storici e di pregio artistico-architettonico sull’intero territorio nazionale.

La Nostra visita prosegue verso Monte San Savino anch’esso borgo circondato da mura medievali contese e dominate nel corso dei secoli da Perugia, Siena e Firenze., La via centrale del borgo, Corso Sangallo, e’ fiancheggiata da interessanti ed eleganti edifici tra cui la Loggia dei Mercanti il Palazzo Comunale con il Chiostro ed il giardino pensile.

Oggi la tranquillità  di questo borgo e’ rotta dal brusio di tante persone che come ogni anno  e da oltre mezzo secolo si recano qui in occasione della sagra della Porchetta. Tra un acquazzone e l’altro riusciamo ad apprezzare ogni angolo senza tralasciare cio’ che propone la sagra, banchi enogastronomici con formaggi di produzione locale, e la rinomata porchetta di Aldo, la piu’ famosa della zona ma non solo.

Un piccolo negozio ben curato fa mostra di se nella piazza del paese e per l’occasione un enorme stand posto di fronte offre al turista, anche il piu’ distratto, alte fette di questa succulenta carne. La porchetta infatti, tipico piatto dell’Italia centrale non e’ altro che un intero maiale disossato, condito con spezie ed aromi mediterranei e cotto lentamente in forno; questa morbida prelibatezza viene proposta   prevalentemente in sagre e fiere paesane ed il suo consumo e’ favorito dalla vendita ambulante ma  non solo.

Facciamo due chiacchiere con Aldo rubiamo due scatti, due sorrisi…lui  quasi ottantenne che  inneggia alla vita dicendo:

  • non mi posso lamentare, ho una bella famiglia in salute!.. e un lavoro che mi piace da sempre!….non pretendo di più’!

Direi….una grande lezione per tutti!

Finisce così questa  giornata fatta di pillole di serenità’ ….di benessere per la vista  per la mente e per il gusto…e per questo ringrazio i miei cari amici Fabrizio Maffei, Letizia Parolai e….non ultimo mio marito…

 

(cenni storici parzialmente tratti dal sito www.castellitoscani.com)

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